Cerca nel blog

sabato 27 agosto 2011

sabato 20 agosto 2011



Accade di tanto in tanto che un libro semplicemente "spacchi" la routine. Adesso è il momento di "Differente" di Youngme Moon, un testo per "persone che non leggono libri di business", un libro che sembra una conversazione intima con un amico che ha riflettuto su come funziona il mondo, e che ti conduce a vederlo in un modo completamente nuovo. Se c'è una convinzione comune che pervade ogni impresa, in ogni settore, è l'importanza di "competere come pazzi" per differenziarsi. Tuttavia, questo testa-a-testa con i concorrenti su funzioni, quantità, prezzi e ogni altro aspetto di prodotti e servizi - ha l'effetto perverso di rendervi uguali a chiunque altro. Il messaggio di Youngme Moon è semplice. Uscite da questo meccanismo che non vi sta portando da nessuna parte. Aspirate a offrire al mondo qualcosa di significativamente differente - differente in un modo che sia insieme fondamentale ed esauriente. Lungo la strada, questa premiata docente e innovatrice attinge alle sue ricerche, ai suoi case study e alle sue esperienze per tessere una ragnatela di storie di imprese "alternative", mavericks e iconoclasti che hanno profondamente rigettato l'ortodossia in favore di un approccio più avventuroso, con coraggio, immaginazione e passione. Il risultato è una decostruzione mozzafiato della strana e meravigliosa cultura in cui viviamo e consumiamo, una "fotografia" della differenziazione diversa da qualunque altra si possa trovare nel business oggi.

 

Drive

La soprendente verità su ciò che ci motiva sul lavoro e nella vita

  • Daniel H. Pink
  •  21,00 euro

Dettagli

Come motivate i vostri collaboratori? E come fate con i vostri figli/genitori/ vicini? Usate ricompense materiali, incentivi in denaro, premi di “produzione”?
Male. Siete sulla strada giusta per non ottenere risultati e peggiorare la performance di chi lavora per voi o di chi volete spingere verso un obiettivo.
Dopo Daniel Goleman che ha cambiato per sempre la nostra idea di intelligenza, e Malcolm Gladwell che ha trasformato quella di conoscenza, Dan Pink rivoluziona tutte le nostre convinzioni sulla motivazione: non solo “il bastone e la carota” non funzionano, ma spesso possono addirittura essere controproducenti.
Con stile brillante, esempi concreti e osservazioni sorprendenti, il libro dimostra che le persone sono spinte al successo non da promesse monetarie ma dalla “motivazione intrinseca” – cioè dal profondo bisogno umano di dirigere la propria vita, di imparare e di creare nuove cose – e spiega con consigli concreti come agire su questa leva.
Uno di quei rari libri che può trasformarci la vita, a tutti i livelli: in famiglia e al lavoro, come singoli individui o membri di organizzazioni complesse.

Mercanti e sacerdoti

Breve storia del teatro e della festa

di Paolo Zenoni
Prezzo: 18,00 Euro

I "mercanti e sacerdoti" del titolo sono gli attori e tutti coloro che, con ruoli diversi, hanno percorso dalle origini le vie sociali della teatralità, accomunati da un disegno alto e umanissimo: procurarsi da vivere accompagnando gli altri alla ricerca della loro spiritualità, individuale e collettiva.

Spiritualità che emerge, nelle società arcaiche come in quelle contemporanee, in un tempo speciale, quello della festa. Teatro e festa hanno avuto un millenario percorso comune e forse dovranno tornare ad averlo.

Il volume presenta la storia del teatro, in particolare italiano, a partire dalla tradizione greca e latina, secondo una lettura socio-antropologica che la connette al rito e al concetto di sacro e che vede la teatralità realizzarsi nel tempo forte della festa. Di quest'ultima analizza le origini e le trasformazioni, soprattutto nazionali, nella loro versione devozionale, civile e politica.

In breve

  • Per un’idea di teatro/festa
  • Il percorso comune
  • Il distacco
  • Il percorso del teatro…
  • … e quello della festa
  • Per un rapporto tra teatro-festa e società
  • Lasciate che la pioggia cada su questi boschi!
  • Questioni preliminari e conseguenti

L'autore

Paolo Zenoni, operatore, autore e regista teatrale, ha fondato e lavora presso Appi - Milano, Ente di Promozione Teatrale Nazionale, e insegna Discipline dello Spettacolo presso la Facoltà di Sociologia dell'Università degli Studi di Milano-Bicocca.


Csikszentmihalyi, psicologo comportamentista, teorico della felicità e del benessere, traspone in questa nuova opera le tematiche della felicità e del benessere nel mondo del lavoro, nelle pratiche quotidiane aziendali e in genere lavorative. I veri leader, quelli "visionari" sono quelli che riescono a gestire le imprese in modo da raggiungere un duplice risultato: il successo economico e un comportamento umano eticamente corretto. Per arrivare a questo obiettivo bisogna attenersi a tre principi fondamentali che consentono di ristabilire l'equilibrio fra l'aspetto materiale e quello spirituale dell'attività economica: perseguire un fine che arrechi benefici all'intera società e ispiri la forza lavoro a fare del suo meglio; guadagnare la fiducia e il rispetto dei dipendenti, favorendone la crescita nel luogo di lavoro; creare un prodotto che non serva soltanto a generare ricavi, ma che giovi sostanzialmente al genere umano.
 
 

FLOW (quando si raggiunge lo stato di grazia)

         
          Tratto dal sito http://www.in-psicoterapia.com/
Inserendosi all’interno del dibattito della socio-psico-biologia, gli autori danno un contributo interessante agli studi sulla "selezione culturale", attraverso varie ricerche e metodologie per indagare l’esperienza, il vissuto delle persone nel loro ambiente, proponendo la "teoria" del flusso di coscienza e due questionari: il Flow Q (questionario dello stato di flusso di coscienza) e l’ESM (experience sampling method).
I tre fattori: genetico, culturale, psicologico, sono considerati ugualmente responsabili dell’evoluzione umana; infatti, studiando il fattore finora più trascurato (la mente, la coscienza), gli autori cercano di pareggiare il conto evitando "riduzionismi" ed "essenzialismi".
Il volume si presenta come "un viaggio nella dimensione dell’esperienza umana". L’ESM viene proposto come uno strumento per la rilevazione e la mappatura di questa dimensione; mentre la "teoria" del flusso di coscienza intende offrire indicatori preziosi per comprendere le motivazioni, gli orientamenti e la selezione alla base dell’esperienza quotidiana.
Punto di partenza dello studio dell’esperienza è, ovviamente, la definizione di questa: "definiamo "esperienza" la focalizzazione dei processi di attenzione sulle interrelazioni dei dati presenti nella coscienza" (p. 370). Coscienza e attenzione sono considerati due sistemi interagenti: lo stato di coscienza dipende dal funzionamento dei processi selettivi, dal loro focalizzarsi su certi oggetti esterni o interni e non su altri.
Questa osservazione contiene implicazioni molto generali rispetto alla selezione culturale: "Ogni sistema sociale per poter sopravvivere ed evolvere deve cioè essere in grado di attrarre positivamente l’energia psichica degli individui sulle istruzioni culturali che lo conformano e caratterizzano. I valori, le norme, le istituzioni di una cultura, in altre parole la memoria culturale extrasomatica, esistono e si trasmettono nel tempo in funzione delle modalità di investimento di energia psichica individuale, "dipendendo così dalla stessa fonte da cui dipende l’esperienza individuale"" (374).
In questo senso diventa ineludibile un’analisi dei sistemi motivazionali che sottostanno al comportamento umano, in quanto l’orientamento dell’attenzione su uno scopo definisce la motivazione e quindi la spinta al comportamento. Per gli autori le motivazioni endogene derivano da intenzioni e scopi che il soggetto sente nascere dal proprio interno. Sarebbe tuttavia auspicabile un ulteriore sforzo di articolazione relativo all’aspetto psicologico-culturale delle motivazioni: il significato che una certa condotta assume per l’individuo al di là della gratificazione immediata e al di là delle implicazioni psicobiologiche dell’esperienza. Un tipo particolare di motivazione endogena è quello stato psicologico "ottimale" chiamato flow (flusso di coscienza), che, per gli AA., non sembra a sua volta orientato da una "motivazione ottimale": tale stato sarebbe talmente gratificante da essere ricercato in svariati modi, indipendentemente da una motivazione orientata alla crescita (meta-bisogni). La sua descrizione da parte di soggetti impegnati nelle più diverse attività (alpinismo, jogging, studio…) ha permesso agli autori di giungere a una definizione "trasversale" dell’esperienza flow:
a) l’attenzione è completamente concentrata su un campo di stimoli limitato;
b) il soggetto è completamente immerso nella situazione;
c) si sente in controllo delle proprie azioni e dell’ambiente;
d) scompare l’io ordinario con le sue preoccupazioni;
e) la gratificazione è legata all’esperienza stessa,
f) la situazione è chiara, non conflittuale o contraddittoria;
g) vi è equilibrio fra la percezione della difficoltà della situazione e del compito (challenge) e le capacità personali (skills).
Proprio il vissuto di equilibrio tra challenge e skills permetterebbe l’instaurarsi dello stato di flusso. "Tre sono quindi gli elementi fondamentali delle situazioni di flusso di coscienza: un grande investimento di attenzione sulla situazione in atto; una sensazione di benessere e di soddisfazione personale; la presenza di un impegno a cui corrispondono capacità personali adeguate" (p. 383).
L’attività che permette di esperire uno stato di flusso tenderà ad essere ripetuta; fino a che il livello di complessità può seguire l’innalzamento delle capacità. Il risultato di questa "escalation" è una crescente complessificazione sia dell’individuo (i suoi skills) che delle attività o compiti (challenges). In tal senso, lo sviluppo del comportamento è inteso come un progressivo aumento di complessità del sé individuale: attraverso lo stato di flusso di coscienza si realizzerebbe lo sviluppo del sé. Qui il termine sviluppo è sinonimo di complessificazione e di aumento di capacità, non fa riferimento a una dimensione etico-spirituale (l’autorealizzazione), sottolineata dalla prospettiva transpersonale.
Gli autori rilevano come lo stato di flusso rivesta un ruolo fondamentale anche per lo sviluppo di una intera cultura, in quanto il processo di evoluzione culturale sarebbe interrelato ai processi di selezione psicologica umana: "lo sviluppo del sé, la crescita individuale rappresenta un processo di evoluzione conseguente a una continua selezione: la selezione psicologica" (p. 446). Lo sviluppo appare come la risultante di una continua interazione tra skills e challenges, ambedue di complessità elevabile all’infinito.
In questo senso, come già notavamo, attività molto diverse sono assimilate, trascurando il significato peculiare che ognuna riveste nel progetto esistenziale dell’individuo. Così "meditare" e "guardare la TV" rischiano di essere considerate egualmente attività di flow, e come tali poco distinguibili nella loro funzione evolutiva (psicologica e culturale). Le ricerche condotte con l’ESM e il Flow Questionnaire evidenziano, infatti, le regolarità nel fluire dell’esperienza quotidiana, la frequenza dello stato di flusso e i diversi tipi di attività a cui questo si associa; in definitiva il flow è visto, aspecificamente, come un "attrattore" della evoluzione individuale e, contemporaneamente, della selezione culturale.
Diverse ricerche (presso gli indiani Navajo e su un campione thailandese) hanno evidenziato la validità transculturale del costrutto "stato di flusso", mentre in una ricerca su un campione di tossicodipendenti gli autori hanno mostrato differenze sostanziali tra l’esperienza ottimale connessa all’assunzione di droga e quella connessa ad attività lavorativa. Questo tipo di ricerca differenziale consentirà di specificare sempre di più le differenze qualitative (in termini di attribuzione di significato) tra i diversi stati di flusso e la loro valenza evolutiva.
Quanto finora acquisito riguardo alle condizioni che facilitano lo stato di flusso (controllo, concentrazione, immersione totale, coltivazione di competenze), viene esemplificato da uno studio sulla storia dei gesuiti (che apre a considerazioni e a un lessico meno darwinista), ovvero: la disciplina come condizione per l’insorgenza del flow. "La tesi che vogliamo sviluppare è che le regole gesuitiche fornivano un insieme ottimale di condizioni per cui i giovani che si accostavano a esse potevano vivere la totalità della loro esistenza come un’unica esperienza di flusso di coscienza [...] La Compagnia di Gesù è un esempio di un’istituzione che cercò di organizzare tutta l’esperienza globale di una persona come un insieme di regole che comprendono ogni aspetto della realtà. Il suo successo dipende dalla capacità di integrare le esistenze dei propri membri in un progetto stimolante, impegnativo e unitario" (p. 472). L’indeterminazione, l’incertezza sulla direzione della condotta umana è una delle fonti principali di ansietà e di malessere. I gesuiti crearono uno stile di vita coerente e ordinato sostenuto da una concezione del mondo molto chiara. Attraverso: la strutturazione e l’orientamento dell’attenzione, i feedback chiari da parte dei superiori, il perfezionamento della ragione (studio e capacità logiche), il coinvolgimento nei problemi sociali, gli esercizi spirituali.
I processi attentivi costituiscono lo strumento per ordinare, strutturare l’esperienza e la condotta. Infatti la psicosi viene interpretata, dagli autori, come una "comune incapacità di concentrazione e focalizzazione dell’attenzione [...]; individui che non sono in grado di identificare nella propria vita opportunità d’azione su cui potersi concentrare e su cui investire la propria energia psichica possono incorrere con maggiore facilità in quadri patologici rispetto a soggetti che tendono a ricercare attivamente nell’ambiente challenges cui applicare le proprie risorse psichiche" (p. 566-567).
Nella vastità dei riferimenti culturali in cui la proposta di questo volume si muove, ci sembra che un ulteriore approfondimento possa venire dal confronto di questo orientamento di ricerca col ricco humus epistemologico della psicologia culturale, col paradigma della complessità e con la psicologia transpersonale. Inoltre, la considerazione di alcune posizioni filosofiche, etiche, religiose, potrebbe dare indicazioni sulla valutazione (qualitativa) dei diversi tipi di flusso (regressivi o evolutivi?), sul loro indirizzo evolutivo, in un senso etico-religioso più che darwiniano, come sviluppo spirituale e sapienziale.

Michele Cavallo

venerdì 19 agosto 2011

Una proposta di legge per la NATUROLOGIA


La Naturopatia – o sarebbe meglio dire la Naturologia, in quanto alla lettera significherebbe lo studio della natura e quindi dei rimedi naturali, e di conseguenza l’operatore si chiamerebbe il Naturologo - è una disciplina antica che intende insegnare le varie tecniche per ripristinare l’equilibrio energetico dentro di noi e per migliorare quello esistente, nella promozione di un migliore benessere.
Prende le mosse anche dalla scuola medica salernitana, che già dal XIII secolo ammoniva che per stare bene occorreva avere ”Mens sana in corpore sano” e cioè, diremmo oggi, una: ”Mentalità sana in un corpo sano”. La Naturopatia fa suo questo antico precetto e pertanto intende risvegliare l’attenzione di tutti, su quelle che sono le regole, i ritmi e le coordinate naturali per tentare di soffrire di meno, di vivere meglio e di garantirsi una serena vecchiaia.
le arti e discipline naturologiche o bio-naturali
sono un settore emergente con un ritmo di cresci-
ta particolarmente intenso e per questo degno di
attenzione.
In special modo nell’ultimo decennio si sono
affermate e diffuse, nella quotidiana realtà sociale,
numerose arti, attività, discipline, stili di vita, ge-
nerate dalla evoluzione e ricerca della cultura po-
polare, sociale e dall’afflusso di nuove esperienze,
esterne, generate dall’interscambio sempre più
attivo, tra culture e società di tutto il globo, grazie
al progresso tecnologico.
Dopo aver monitorato il territorio regionale e
nazionale ed esserci confrontati con realtà similari
già  inquadrate  in  altre  regioni  ed  in  Europa  ne
viene fuori un quadro estremamente eterogeneo e
complesso che necessita, da parte delle istituzio-
ni, di un’attenzione maggiore particolare.
Queste culture, arti e discipline si denominano
con nomenclature più o meno appropriate e spes-
so diverse o esotiche anche se nella sostanza
culturale ed applicativa sono simili; ciò crea, nel
cittadino e non solo, una confusione e difficoltà di
identificazione.
Nonostante  ciò,  queste  arti  e  discipline
naturologiche o bio-naturali, hanno in comune:
a)  il concetto, che è il “naturale”, da alcuni deno-
minato “biologico”;
b)  lo scopo, che è il miglioramento della qualità
della  vita,  stimolato  attraverso  conoscenze,
pratiche anche manuali e apporto integrativo di
elementi naturali.
Per cui si suggerisce di mantenere il termine
naturale  e  di  utilizzarlo  per  identificare  questo
eterogeneo  insieme  di  nomi,  definizioni,  arti  e
discipline.
Poiché ogni attività umana è innanzitutto cultu-
ra, si suggerisce il conio del termine “Naturalogia”
o “Naturologico”.
Quindi la naturalogia o il naturologico è quel
settore che raccoglie in un unico insieme quanto
sia studio, ricerca, cultura, arti pratiche, prassi e
tecniche esercitate per favorire il raggiungimento,
il miglioramento e la conservazione del benessere
globale della persona.
Perciò si consiglia la identificazione della figu-
ra del “Naturologo” come termine generale e di
categoria  per  gli  operatori  del  settore,  così  da
creare una identità professionale oltre che favorire
ad identificare con nomi aggiuntivi le varie attività,
discipline e quanto altro in questo ambito, in modo
da non generare confusione nel cittadino, in parti-
colare, per le denominazioni che attualmente, in
uso comune, sono portatori di espressioni come
terapeuta, terapia o terapico che iducono a pensa-
re a cure di tipo medico o sanitarie, oppure bio,
biologico, in riferimento a quanto già è identificato
con questi termini.
Credo opportuno ribadire che la naturalogia e
le arti o discipline o specializzazioni esercitate dal
naturologo si prefiggono una identità salutistica
precisa e distinguibile da ogni altra attività profes-
sionale nel contesto della salute e del naturale.
Quindi la naturalogia e le discipline o specia-
lizzazioni esercitate dal naturologo non si prefig-
gono la cura di patologie, non sono riconducibili
alle attività di cura e riabilitazione, né ad attività di
prescrizione di dieta, né di attività già disciplinate
da  leggi  come  attività  estetica,  tatuaggio,  pier-
cing, ecc.
Le discipline del benessere, arti e discipline
naturologiche  o  bio-naturali  di  cui  si  occupa  la
naturalogia ed il naturologo, anche nella loro diver-
sità ed eterogeneità, si riconoscono e sono fonda-
te su alcuni principi essenziali e guida come:
a)  approccio  globale  alla  persona  ed  alla  sua
condizione;
b)  avere come scopo il miglioramento della quali-
tà di vita, che si consegue anche attraverso
stimolazione delle risorse vitali della persona,
anche con manipolazioni, massaggi, pressioni
e sollecitazioni a livello dermico;
c)  educazione a stili di vita psico-bio-fisici salubri,
ad abitudini alimentari sane, alla integrazione
alimentare, al migliore rendimento della strut-
tura e resistenza allo sforzo ed alla maggior
consapevolezza dei propri comportamenti per
il rispetto proprio e dell’ambiente;
d)  non interferenza nel rapporto medico-paziente
ed astensione dal ricorso all’uso e prescrizio-
ne  dei  farmaci  di  qualsiasi  tipo,  in  quanto
estranei alla competenza del naturologo;
e)  per il naturologo il possesso di adeguata for-
mazione che lo identifica come figura profes-
sionale, che gli permetta di rafforzare la sua
opera educativa ed evolutiva, per favorire la
piena e consapevole assunzione di responsa-
bilità di ciascun individuo in relazione al proprio
stile  di  vita  e  stimolare  le  risorse  vitali  della
persona, intesa come entità globale ed indivi-
sibile.
Questa  legge,  come  già  in  altre  Regioni,
Emilia Romagna, Toscana, Lombardia ecc., vuole
dare risposta, a quattro esigenze:
1)  dare un nome a tutto un settore così da essere
immediatamente visibile e distinguibile;
2)  identificare  le  strutture  ed  entità  associative
operanti in questo settore dando loro la possi-
bilità di interagire ed orientarsi nel reciproco
rispetto in modo che ognuna persegua la didat-
tica e la formazione in modo orientato;
3)  riconoscere o istituire la figura professionale
del “Naturologo” quale operatore delle arti e
discipline naturologiche o bio-naturali
4)  tutelare  il  cittadino  nella  qualità  ed  efficacia
delle attività e degli operatori in queste disci-
pline.
Al momento, le arti e discipline naturologiche o
bio-naturali,  largamente  praticate,  sono  regola-
mentate solo sotto il profilo economico e fiscale,
ciò, però, non tutela il cittadino sulla qualità del
servizio, neanche sotto il profilo culturale.
A  fronte  di  richiesta  sempre  più  grande  ed
elevato aumento dei praticanti (a volte improv-
visatori), corre obbligo a questa istituzione, che ha
come compito fondamentale quello di garantire ai
cittadini la tutela nei diversi interessi, di istituire,
almeno, organismi di controllo il cui compito sia
verificare che le attività per il pubblico siano con-
formi alle regole e alle categorie culturali su cui si
fonda la società.
Per questo è necessario un controllo ed una
regolamentazione pubblica. Questa è la finalità di
questa legge che definisce negli articoli:
articolo 1: finalità;
articolo 2: definizioni e principi in riferimento
alla definizione di naturalogia e di naturologo;
articolo 3: profilo professionale e competenze;
articolo 4: funzioni e compiti della Regione con
cui l’istituto regionale dispone organi di rappresen-
tanza e di governo con un comitato di rappresen-
tanza e con la istituzione di appositi registri per gli
enti di formazione e i professionisti;
articolo 5: composizione e compiti del comi-
tato;
articolo 6: compiti delle commissioni specifi-
che di disciplina;
articolo 7: registro dei naturologi ed operatori in
discipline bio-naturali;
articolo 8: registro degli enti di formazione;
articolo 9: iter formativo;
articolo 10: intese interregionali;
articolo 11: norme di salvaguardia;
articolo 12: forme di intervento regionale;
articolo 13: norma finanziaria;
articolo 14: norme transitorie.REGIONE  MARCHE — 4 — CONSIGLIO REGIONALE
_________________________________________________________________________________________________________________________________
VIII LEGISLATURA — DOCUMENTI — PROPOSTE DI LEGGE E DI ATTO AMMINISTRATIVO — RELAZIONI
______________________________________________________________________________________________________________________________
Art. 1
(Finalità)
1. La Regione, nel promuovere la qualità della
vita delle persone, migliorare le attività tese alla
conservazione della salute, del benessere ed as-
sicurare ai cittadini, che intendono accedere al-
l’apprendimento e all’esercizio corretto e profes-
sionale  delle  stesse  pratiche  finalizzate  al  rag-
giungimento del benessere, individua con la pre-
sente legge le strutture didattiche e le attività, di
seguito denominate arti e discipline naturologiche
o bio-naturali o discipline del benessere.
2. Tali attività e studi hanno per finalità il man-
tenimento ed il recupero dello stato di benessere
della persona, non hanno carattere di prestazioni
sanitarie, tendono a stimolare le risorse vitali d del-
l’individuo con metodi ed elementi la cui efficacia
sia stata verificata nei contesti culturali e geografi-
ci in cui le discipline sono sorte o si sono sviluppa-
te o dalla tradizione popolare accettate o pratica-
te.  Tale  insieme  ha  una  caratteristica  socio-
culturale comune che da sempre è stata popo-
larmente identificata come “naturale”, sia nel terri-
torio italiano che nella comunità europea, per cui
di fatto si può definire con “Naturalogia” o “Natu-
rologia”, studio del naturale, da cui il termine di
“Naturologo” per gli operatori del settore. Questa
definizione del contesto didattico-filosofico e pro-
fessionale operativo, oltre a dare una identità spe-
cifica  alla  tradizione  evolutiva  popolare  ed  alla
professione, pone, anche, una immediata lettura
delle arti, attività e discipline del benessere o bio-
naturali differenziandole dalle discipline a presta-
zioni  sanitarie,  perché  non  contengono  termini
come terapia, da altri contesti, perché non con-
tengono suffissi che possano far pensare al conte-
sto delle culture biologiche o similari.
Art. 2
(Definizione e principi)
1. Per naturologia si intende l’insieme dei con-
cetti, studi, arti, pratiche, tecniche, metodi e mo-
delli di vita e comportamenti inseriti nel concetto
del naturale, che sempre più si evolve, per garanti-
re o migliorare la qualità della vita.
2.  Il  naturologo  è  un  operatore  salutistico  o
della salute o del benessere, non sanitario, che
utilizza la naturologia, arti e pratiche, che stimola-
no o aiutano le risorse naturali dell’individuo, mira-
te  al  fisiologico  stato  di  salute-benessere,  alla
difesa ed al ripristino delle migliori condizioni della
persona, alla integrazione armonica negli stati diREGIONE  MARCHE — 5 — CONSIGLIO REGIONALE
_________________________________________________________________________________________________________________________________
VIII LEGISLATURA — DOCUMENTI — PROPOSTE DI LEGGE E DI ATTO AMMINISTRATIVO — RELAZIONI
_______________________________________________________________________________________________________________________________
disagio  psicofisico  e,  quindi,  tecniche  o  cono-
scenze volte a generare una migliore qualità della
vita.
3. Il naturologo opera nei seguenti ambiti:
a)  educativo: educare le persone a conoscere e
gestire il proprio equilibrio psicofisico indican-
do i comportamenti più idonei da seguire;
b)  preventivo: riconoscere in stili di vita inadeguati
la causa sempre più frequente di un peggiora-
mento della qualità della vita ed insegnare ai
clienti stili di vita e metodiche per il recupero
ed il mantenimento di condizioni di benessere;
c)  assistenziale: aiutare il cliente o il dolente a
riconoscere i propri eventuali squilibri psico-
fisico-emozionali o predisposizioni ad essi e
proporre ed applicare metodiche dolci o prassi,
per favorire il ripristino fisiologico dell’equilibrio
e del benessere secondo una visione naturo-
logica globale della persona.
Art. 3
(Profilo professionale e competenze)
1. Il naturologo è in possesso di un diploma
conseguito presso un istituto pubblico o privato
accreditato, al termine di un percorso formativo
quadriennale di 3.200 ore, di cui 200 di pratica,
dopo il superamento di verifiche annuali e di un
esame finale con discussione di una tesi e conse-
guente valutazione di merito.
2. Il naturologo accompagna, indirizza e pro-
muove l’individuo al benessere e al mantenimento
della salute attraverso:
a)  l’osservazione e la definizione del terreno e
della costituzione psico-bio-fisica per una valu-
tazione naturologica del cliente;
b)  l’educazione e l’informazione su:
1)  alimentazione ed integrazione naturale;
2)  igiene;
3)  attività fisica;
4)  stili di vita;
c)  l’educazione all’abitare secondo principi di ar-
chitettura organica ed ecologica ed in armonia
con l’ambiente;
d)  l’utilizzo  di  tecniche  psico-bio-fisiche  quali  il
massaggio, il rilassamento e la respirazione;
e)  l’utilizzo di metodi o preparati o rimedi della
fitoterapia, di integrazione o di orientamento
alimentare, di olii essenziali per uso interno ed
esterno, di floriterapia, spagiria o di quanto non
sia registrato come farmaco;
f)   lo stimolo delle potenzialità di auto guarigione
dell’organismo;
g)  lo sviluppo nel soggetto di una presa di co-
scienza delle proprie dinamiche relazionali e
conflittuali.REGIONE  MARCHE — 6 — CONSIGLIO REGIONALE
_________________________________________________________________________________________________________________________________
VIII LEGISLATURA — DOCUMENTI — PROPOSTE DI LEGGE E DI ATTO AMMINISTRATIVO — RELAZIONI
______________________________________________________________________________________________________________________________
3. Le pratiche svolte dal naturologo non hanno
carattere  di  prestazioni  sanitarie  ed  anche  se
hanno una rilevazione di dati ed osservazioni per
finalità orientative non si prefiggono la diagnosi, la
cura e la riabilitazione di patologie specifiche, né
la prescrizione di farmaci o diete.
4. Il naturologo opera di norma come libero
professionista o in centri di benessere, palestre,
centri fitness, centri estetici, strutture termali e di
balneazione ed in ambiti anche propri e in coeren-
za con le competenze di cui al presente articolo.
Art. 4
(Funzioni e compiti della Regione)
1. Per realizzare le finalità dell’articolo 1, entro
novanta giorni dall’entrata in vigore della presente
legge, la Giunta regionale istituisce presso l’as-
sessorato alla formazione e lavoro il Comitato di
coordinamento regionale per la didattica delle di-
scipline naturologiche e bio-naturali (CCR), di se-
guito denominato Comitato, come organo di rap-
presentanza e controllo della didattica e attività
delle arti e discipline naturologiche o bio-naturali.
Il Comitato è istituito secondo i principi di sussi-
diarietà, partecipazione e responsabilità, con cura
di garantire, tra i suoi componenti, la più ampia
pluralità di discipline, di metodiche e scuole che
siano congrue ai principi ed alle finalità ispiratrici
della legge. Elabora e stabilisce i requisiti di ac-
cesso,  i  criteri  di  funzionamento,  le  modalità
di elezione dell’organo di governo del Comitato
stesso.
2. In accordo con il Comitato, la Giunta identi-
fica e regolamenta, con propria delibera, le varie
discipline.
3. Istituisce il registro regionale degli enti di
formazione per operatori in arti e discipline naturo-
logiche o bio-naturali.
4. Istituisce il registro regionale degli operatori
in arti e discipline naturologiche o bio-naturali.
Art. 5
(Composizione e compiti del Comitato)
1. II Comitato è composto da:
a)  un rappresentante operatore, per ogni discipli-
na bio-naturale, presente sul territorio regiona-
le e operante da non meno di tre anni, con
titolo  preferenziale  legato  ad  abilitazione,  a
partita IVA, a diploma riconosciuto, al maggior
numero di anni di professione ed attestati;
b)  un  rappresentante  per  ogni  associazione  di
operatori e per ogni ente di formazione, asso-
ciazione o consorzio di enti, per la formazione
in naturologia o in discipline bio-naturali, che
abbia rilevanza regionale, pubblico o privato,
che  abbia  organizzato  corsi  della  durata  diREGIONE  MARCHE — 7 — CONSIGLIO REGIONALE
_________________________________________________________________________________________________________________________________
VIII LEGISLATURA — DOCUMENTI — PROPOSTE DI LEGGE E DI ATTO AMMINISTRATIVO — RELAZIONI
_______________________________________________________________________________________________________________________________
almeno  un  anno  o  che,  se  privato,  sia  sul
territorio da almeno dieci anni o non meno di
quattro anni (fa fede la data di costituzione).
I rappresentanti di cui alle lettere a) e b) in sintonia
con le direttive europee recepite dallo Stato, con-
corrono all’elezione per la costituzione dell’organo
di governo, Comitato di coordinamento regionale,
in cui è loro garantita una rappresentanza maggio-
ritaria.
2. La composizione del Comitato può essere,
di volta in volta, integrata dalla Giunta regionale
con la presenza di suoi rappresentanti scelti tra:
a)  esperti in formazione e lavoro, assistenza, sa-
nità e ricerca universitaria;
b)  rappresentanti di associazioni di famiglie;
c)  rappresentanti di associazioni di consumatori.
3. Il Comitato, in coerenza con le finalità della
legge, opera al fine di:
a)  stabilire regole deontologiche comuni alle varie
discipline; proporre iniziative tese a valorizzare
l’attività degli operatori anche nell’ambito extra
regionale;
b)  valutare la validità delle discipline esistenti e di
quelle emergenti ai fini del loro riconoscimen-
to;
c)  istituire commissioni specifiche per ogni disci-
plina, attività e settori stabilendone funzioni e
regolamenti, nominandone i componenti scelti
tra gli appartenenti alla stessa disciplina, attivi-
tà e settore;
d)  verificare e convalidare le scuole di formazione
professionale  che  volessero  essere  ricono-
sciute dalla Regione in conformità ai criteri e
alle qualifiche stabilite dalle specifiche com-
missioni;
e)  verificare e convalidare le decisioni delle com-
missioni in merito all’ordinamento delle disci-
pline;
f)    istituire un comitato di probiviri per dirimere le
controversie interne al Comitato ed alle com-
missioni;
g)  istituire un organo di autocontrollo sulle attività
professionali e formative delle varie discipline.
h)  salvare dalla scomparsa, inquadrare e organiz-
zare nel sociale, con commissioni apposite o
delegando e sostenendo strutture già costitui-
te con questa prerogativa, metodiche psicofi-
siche anche se non ancora riconosciute dalla
scienza, ma che hanno impatto sociale, cultu-
rale  o  necessità  di  regole,  professionalità  e
controllo nel comportamento per tutelare il cit-
tadino che desidera utilizzarle o applicarle;
i)   svolgere  funzioni  di  supporto  tecnico,  ed  in
particolare:
1)  propone i contenuti dei programmi dei per-
corsi formativi nelle diverse discipline;REGIONE  MARCHE — 8 — CONSIGLIO REGIONALE
_________________________________________________________________________________________________________________________________
VIII LEGISLATURA — DOCUMENTI — PROPOSTE DI LEGGE E DI ATTO AMMINISTRATIVO — RELAZIONI
______________________________________________________________________________________________________________________________
2)  elabora i criteri di valutazione dei percorsi
formativi e dei programmi di aggiornamento
degli enti di formazione;
3)  partecipa alla definizione dei requisiti per
l’iscrizione nei registri di cui agli articoli 7
e 8;
4)  valuta le domande di iscrizione;
5)  promuove iniziative volte alla salvaguardia,
alla correttezza ed alla qualità delle presta-
zioni  nel  rispetto  delle  regole  comporta-
mentali stabilite in sintonia con le associa-
zioni di settore;
6)  formula proposte e pareri inerenti agli inter-
venti regionali volti a salvaguardare la tutela
del rapporto tra naturologi ed utenti;
7)  propone iniziative tese a valorizzare l’attivi-
tà degli operatori anche nell’ambito extra
regionale.
4. I componenti e i compiti del Comitato pos-
sono essere modificati, per motivate ragioni, su
proposta dell’assemblea del Comitato, con delibe-
ra di Giunta.
Art. 6
(Compito delle commissioni
specifiche di disciplina)
1. La commissione di cui all’articolo 5, comma
3, lettere c), h), ha il compito di regolamentare il
settore specifico di sua competenza secondo le
funzioni e i modi stabiliti dal governo del Comitato.
Le sue decisioni devono essere valutate e convali-
date dal governo del Comitato stesso.
2.  La  commissione  deve  essere  composta,
ordinariamente, da esponenti della stessa disci-
plina  ed  in  essa  devono  essere  rappresentate,
nella forma più ampia possibile, le varie scuole di
pensiero.
Art. 7
(Registro dei naturologi
ed operatori in discipline bio-naturali)
1. Per le finalità di cui all’articolo 1, comma 1,
è istituito il registro regionale naturologi ed opera-
tori in discipline bio-naturali, con elenchi per tecni-
ci e specialisti, suddiviso in sezioni corrispondenti
alle diverse discipline, di seguito denominato regi-
stro.
2. Al registro possono iscriversi coloro i quali
abbiano seguito percorsi formativi riconosciuti dal-
la Regione in base a criteri definiti dal comitato
tecnico scientifico e dagli accordi stipulati dallo
Stato nell’interscambio internazionale.
3. L’iscrizione nel registro non costituisce co-
munque condizione necessaria per l’esercizio del-
l’attività sul territorio regionale da parte degli ope-
ratori.REGIONE  MARCHE — 9 — CONSIGLIO REGIONALE
_________________________________________________________________________________________________________________________________
VIII LEGISLATURA — DOCUMENTI — PROPOSTE DI LEGGE E DI ATTO AMMINISTRATIVO — RELAZIONI
_______________________________________________________________________________________________________________________________
4. L’istituzione presso la Giunta regionale dei
registri  di  cui  al  presente  e  successivo  articolo
non comporta oneri a carico del bilancio regionale.
Art. 8
(Registro degli enti di formazione)
1.  E’  istituito,  presso  la  Giunta  regionale,  il
registro  regionale  degli  enti  di  formazione  in
naturologia o in discipline bio-naturali.
2. L’iscrizione nel registro costituisce condi-
zione per l’accreditamento degli enti di formazione
in naturologia o in discipline bio-naturali, pubblici e
privati, in possesso degli standard qualitativi e dei
requisiti organizzativi stabiliti in ambito regionale,
nonché per il riconoscimento dei percorsi formativi
gestiti dagli enti medesimi.
Art. 9
(Iter formativo)
1. Il titolo viene rilasciato da enti di formazione
pubblici, regionali, associazioni o privati accredi-
tati, od in associazione fra loro, al termine di un
iter formativo.
2. L’individuazione dei requisiti di accesso ai
percorsi per naturologo o operatore in discipline
bio-naturali e l’eventuale riconoscimento di crediti
formativi per la riduzione della durata dei percorsi
si effettua in coerenza con quanto previsto dalle
leggi europee, di Stato e regionali o successivi
provvedimenti di attuazione in merito a figure pro-
fessionali, qualifica e standard formativi.
3. Il percorso formativo si articola in un corso
base iniziale e propedeutico di almeno 400 ore,
con approfondimenti specifici in indirizzi individua-
ti con delibera della Giunta regionale su proposta
del Comitato di cui all’articolo 5. Questo percorso,
che  termina  con  una  valutazione  finale,  è  indi-
spensabile per chi non fosse in possesso di diplo-
ma  o  maturità  o  che  abbia  maturato  sufficienti
crediti lavorativi. Dopo questo corso e comunque
per  tutti  è  istituito  colloquio  di  ingresso  all’iter
formativo.
4. Nell’ambito di queste attività ed iter formativi
per arti e discipline naturologiche o bio-naturali
sono individuate tre tipologie:
a)  attività che implicano una preparazione post-
maturità  superiore  di  almeno  o  superiori  a
3.200  ore  (quattro  anni)  di  studio  +  200  di
pratica;
b)  attività che implicano una preparazione post-
maturità  superiore  di  almeno  2.400  ore  (tre
anni) di studio + 200 di pratica;
c)  attività che implicano una preparazione post-
maturità di almeno 800 ore di studio +200 di
pratica.REGIONE  MARCHE — 10 — CONSIGLIO REGIONALE
_________________________________________________________________________________________________________________________________
VIII LEGISLATURA — DOCUMENTI — PROPOSTE DI LEGGE E DI ATTO AMMINISTRATIVO — RELAZIONI
______________________________________________________________________________________________________________________________
Art. 10
(Intese interregionali)
1. La Regione promuove la conclusione di ap-
posite intese con le altre Regioni per il reciproco
riconoscimento dei percorsi formativi, attinenti alle
arti e discipline naturologiche o bio-naturali, previ-
sti nei rispettivi ambiti territoriali.
Art. 11
(Norma di salvaguardia)
1. Gli operatori che, all’entrata in vigore della
presente  legge,  abbiano  completato  un  ciclo
formativo completo rispondente ai contenuti didat-
tici  ed  agli  standard  qualitativi  definiti  ai  sensi
dell’articolo 7, comma 3, e che abbiano documen-
tato  l’esercizio  dell’attività,  possono  richiedere
l’iscrizione nella competente sezione del registro
regionale, acquisito il parere favorevole del Co-
mitato.
Art. 12
(Forme di intervento regionale)
1. La Regione favorisce le forme associative tra
i naturologi e gli operatori in discipline bio-naturali
anche attraverso la valorizzazione degli aspetti
peculiari di ciascuna disciplina.
2. La previsione negli statuti o negli atti costi-
tutivi delle associazioni di naturologi e di operatori
in discipline bio-naturali, di norme che dispongano
forme  di  controllo,  regole  comporta-mentali  ed
azioni disciplinari interne a garanzia del corretto
svolgimento dell’attività da parte dei propri asso-
ciati è considerata requisito per l’accesso prefe-
renziale ai contributi erogati dalla Regione.
Art. 13
(Norma finanziaria)
1. Per le spese relative al funzionamento del
Comitato si provvede con le somme appositamen-
te stanziate nel bilancio di previsione per l’eserci-
zio 2006 e successivi.
2. All’autorizzazione delle altre spese previste
dai  precedenti  articoli  si  provvederà  con  legge
successiva.
Art. 14
(Norme transitorie)
1. I professionisti e gli enti di formazione già
accreditati, da almeno un anno dall’entrata in vigo-
re  della  presente  legge,  presso  le  associazioni
operanti nel territorio della regione e che abbiano iREGIONE  MARCHE — 11 — CONSIGLIO REGIONALE
_________________________________________________________________________________________________________________________________
VIII LEGISLATURA — DOCUMENTI — PROPOSTE DI LEGGE E DI ATTO AMMINISTRATIVO — RELAZIONI
_______________________________________________________________________________________________________________________________
requisiti per essere ammessi al Comitato di co-
ordinamento di cui all’articolo 4, comma 1, potran-
no richiedere di diritto l’iscrizione ai registri regio-
nali  di  cui  agli  articoli  7  e  8,  entro  centottanta
giorni dall’istituzione dei registri stessi.

NATUROLOGO sinonimo di NATUROPATA

La domanda o meglio un insieme di interrogativi dovuti alla non conoscenza dell’argomento è quello che desta la maggiore curiosità.  Per cui credo di fare cosa gradita dando una risposta a questi quesiti più semplici. Nel rispondere cercherò di chiarire i molti equivoci che da taluni, troppi, operatori poco competenti e poco professionali manifestano con terminologie, da indurre a pensare ad azioni mediche.
La domanda per eccellenza è: il Naturologo, chi è?
Il Naturologo è una figura professionale emergente riconosciuta in alcuni stati della comunità europea con vari nomi e tipologia. È un professionista che ha conseguito un diploma al compimento del Corso Superiore di Naturologia presso un istituto superiore o Scuola Superiore riconosciuto. Il Corso di almeno tre anni accademici deve essere a livello Universitario e meglio sarebbe, che tale Istituto superiore ponesse attenzione alla preparazione filosofica, poiché è questa l’anima della Naturologia. La disciplina che domina il corso è la PsicoBioFisica che permette di far crescere e stimolare nell’allievo la particolare visione d’insieme ben radicata sui canoni scientifici della fisica, matematica, chimica. Altre materie si identificano a quelle di base per il corso di Medicina es. Anatomia, Fisiologia, Biochimica, ecc., ad esse sono affiancate materie specifiche come es. Fitologia, la Osteopatia, ecc.   Ciò permette al Naturologo di avere un bagaglio culturale sufficiente a svolgere l'attività di consulenza che si identifica in quattro punti determinanti: guardare, ascoltare, ipotizzare, esporre o proporre.
Il Naturologo - il Medico, Quale la differenza?
Il Medico ed il Naturologo nella rispettiva indagine ed approccio con il paziente o cliente utilizzano criteri differenti di osservazione e valutazione. Il medico è proteso a ricercare la causa o condizione biologica della patologia del paziente attraverso indagini di laboratorio o strumentali ed attacca direttamente la malattia o la causa con due sistemi, farmacologico e/o chirurgico. In questo modo il paziente è sostanzialmente passivo.  Per la medicina convenzionale o allopatica il paziente si identifica con la malattia o l'organo malato.  Il Medico Visita, fa Diagnosi, Prescrive Protocolli Farmacologici o Chirurgici.   Il Naturologo, invece, interagisce con il cliente indipendentemente se malato o non malato, alla ricerca di ciò che può essere la carenza che ha determinato o determina la sofferenza o dolenza che induce il cliente stesso ad interessarsi di se.  Il Naturologo non cerca la causa ma il perché, il come. Perché il corpo è arrivato a manifestare la sofferenza. Perché l'unità Uomo non esprime la sua condizione armonica che si traduce in una ben nota sensazione di salute fisica, psichica e soprattutto di interazione Psico-Fisica?  Lo scopo ed il fine della Naturologia e del Naturologo è aiutare la persona a riequilibrare la propria “energia” poiché un fisico ben equilibrato ha tutto il potenziale per mantenere la propria salute negli accettabili limiti di compatibilità con la vita.
Che cos’è, cosa si intende per naturologia?
La Naturologia è un insieme di trattamenti con prodotti naturali e/o l’insieme di diverse tecniche più o meno conosciute. La più nota nel nostro paese è senza dubbio il fitopreparato, derivato dalla conoscenza della medicina popolare, praticata fin dai tempi più antichi e alla quale ha ampiamente attinto la moderna farmacopea le cui specialità di sintesi, circa il 40 %,  sono nate copiando le molecole vegetali.  Molto diverso, tuttavia, rispetto alla medicina ufficiale è il concetto alla base dell'uso che dei principi vegetali si fa in Naturologia. Altre tecniche che si avvalgono del potere degli elementi naturali, sono l’uso degli Alimenti, il Digiuno, la Integrazione Alimentare (Dietalimento), la Idroterapia (acqua), la Argilloterapia (terra), la Elioterapia (aria e sole), nonché i Microdermostimoli e le Riflessoterapie e le Trattamenti Termali. L’Organismo o ogni corpo (Unità PBF), in quanto unità PsicoBioFisica risponde in maniera propria; agisce secondo le proprie leggi biologiche e biochimiche nel suo naturale e fisiologico sistema di adeguamento.
Quindi attimo per attimo, reagisce alle varie sollecitazioni o stimoli della dimensione, ad esso esterna.  L’aria, l’acqua, la terra ecc. che fanno parte della dimensione esterna, determina nell’organismo che vi vive delle reazioni; infatti anche la minima variazione della concentrazione ionica nell’atmosfera, modifica nello stesso istante  quella dei liquidi dei corpi dei vari organismi viventi, questo lo sa molto bene chi è affetto dalla sindrome metereopatica. Alla luce di quanto affermato definiamo che “il terreno” per il Naturologo è composto dal sistema Nervoso,  Umorale e Strutturale proprio dell’individuo o dell’Unità PsicoBioFisica.  è’ fondamentale aiutare l’organismo, unità PsicoBioFisica, a drenare, disintossicarsi riattivando i propri naturali e fisiologici metabolismi.
Come funziona?
Nonostante la loro diversità, le numerose tecniche che confluiscono nella Naturologia si richiamano all'unico principio secondo il quale la natura, buona madre, possiede la capacità di guarire attraverso le stesse forze vitali che il corpo umano possiede.  La salute è vista dai Naturologi come una dotazione naturale che viene coltivata con una igiene di vita ed adeguata interazione di cui la attività più macroscopica è l’alimentazione. La prevenzione è il vero campo di azione della Naturologia. La malattia è considerata in senso costruttivo, cioè come lo sforzo organico del corpo, Unità PsiocBioFisica, per mantenersi compatibile con la vita,  essa quindi è un’azione di risposta allo stimolo esterno.  Per il Naturologo il malato non è un paziente o portatore sano o colui che subisce una azione devastante da un quid, bensì è un uomo o unità PsicoBioFisica che reagisce ad una azione. Questa azione reattiva determina un disequilibrio  che genera nello stesso organismo la sensazione emozionale di sofferenza o dolenza.  Le  tecniche naturologiche e la integrazione Alimentare “dr. Verde program”  puntano a favorire il drenaggio, a depurare l'organismo e quindi a dare al corpo la possibilità di ripristinarne l’equilibrio perso. La idro-integrazione, per esempio, mette il corpo nella possibilità di agire sul metabolismo locale e sui meccanismi di termo-regolazione che attivano la circolazione sanguina e linfatica che hanno lo scopo di favorire il ricambio e la riparazione dei tessuti.
La Integrazione Alimentare, Dietalimento, del “dr.Verde program”, poiché non altera il normale modo di alimentarsi, viene considerato un mezzo di facile utilizzo, di potente disintossicazione, e se eseguito con costanza innesca le forze guaritrici dell’organismo. Perché l’utilizzo di questi elementi naturali abbia successo, però, occorre seguire con attenzione e costanza i consigli del Naturologo.

sabato 13 agosto 2011

Doppi Sensi

... da un simpatico gemellaggio mancato

I consiglieri di minoranza del comune di Lecco hanno chiesto ed ottenuto che fosse messa ai voti la proposta di gemellaggio con la città di Figa in Slovacchia.
In risposta alle numerose critiche scaturite dall'iniziativa, i promotori del gemellaggio hanno parlato di azione situazionista in polemica con la giunta comunale della città lombarda. La proposta è stata comunque bocciata.
Ecco invece come nella Pompei romana (e dunque non leghista) tale proposta venisse invece accolta:
http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/a/a4/Pompeii-oral.jpg
Ma anche al giorno d'oggi, volendo, gli esempi non mancano:
http://farm4.static.flickr.com/3265/2555326407_b32fd3c9ca.jpg
e anche in pose più aereodinamiche:
https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEiomKux0OoNveFYoYRIZT1kxSFGUQANArcUg5-QbYW4tE8eVSmgW1cD-4qRkIBQfXzMp6aMNF8mgD5WIhdsBWvtdqtasCUyoYsTuGqWpkmwHQ3uyYCA9Kgy9eH4lCt68lyQMXGdcSNTBQwM/s400/scan+5.jpg

La Vista e la Visione come approccio agli Dèi
- parte testuale con al fondo quella visiva -

<<L'intensità, essendo un aspetto dell' intento, è collegata per natura
allo scintillìo degli occhi degli stregoni>>

Carlos Castaneda, IL POTERE DEL SILENZIO
http://sedonaconciergeservices.com/wp-content/uploads/2010/06/Shaman-Face.jpg

Testo e selezione delle immagini di Alcamon Ram Haros
Uno degli intenti che più dovrebbe animare un autentico spirito pagano dovrebbe essere quello di incentivare sempre più fenomeni di entropia costruttiva. Innescare paure e alimentare polemiche va invece esattamente nel senso opposto. Perché, vedete, il pagano che percorre il suo sentiero spirituale non ha bisogno della fede in qualche divinità, unica o molteplice che sia. L'unica vera fede del pagano deve risiedere nella sua Visione delle cose che non è però qualcosa di statico, di fissato per sempre in qualche dogma, ma di estremamente dinamico in quanto procede attraverso un duplice processo. Uno più esterno ed è il discernimento ovvero il saper discernere valutando persone, situazioni, avvenimenti per come si mostrano e, soprattutto, per come si celano (...) onde poter in qualche modo intervenire su tutto ciò in quanto l'occhio, tramite la luce, non solo percepisce ma pure trasforma la realtà.
Non è un caso che la simbologia attinente molte fra le più eccelse divinità dei vari pantheon metta in risalto le qualità più prodigiose della vista: la Nottola di Atena che vede attraverso l'oscurità; HORus (e Freyja) come Falco capace di distinguere dalle più notevoli distanze; il terzo occhio di Shiva che può creare e che può distruggere; poi c'è l'occhio che Wotan, l'orbo divino, ha sacrificato rivolgendolo verso l' interno per poter così guardare dentro...
I popoli di Natura ne sono una testimonianza esemplare. Ottant'anni fa, un esploratore che visitava la Nuova Zelanda scoprì che i Maori hanno una vista così acuta che molti di loro riescono a vedere a occhio nudo le quattro lune più grandi del pianeta Giove. Ma cos'altro vogliono comunicarci gli Dèi ed i loro simboli con gli altissimi sguardi? Forse che per distinguere le liberatorie relazioni di Potenza dagli invischianti e inaridenti rapporti di Potere occorre aver sviluppato il discernimento in quanto alle volte il crinale che le separa (perché c'è sempre un crinale a separarle) può essere anche molto sottile e pertanto difficilmente distinguibile. Via via, passando per le esperienze di Potenza ci si apre la strada alla Percezione, sempre più intensa ed espansa.
Infatti, l'altra via per la Visione oltrepassa la Ragione; essa è più sottile ed interiore e riguarda la Percezione, la quale necessita di una predisposizione che può essere più o meno innata e/o più o meno indotta e che si afferma via via affinandosi mediante metodo e autodisciplina. Da qui l'importanza degli atti rituali, della loro adeguata ripetizione cadenzata attraverso il tempo e lo spazio che così acquisiscono sacralità nel contempo spiritualizzando la materia e materializzando lo spirito. Tale è, per sommi capi, la procedura che avvia all' apertura del Terzo Occhio che dunque consiste nella trasformazione dell'Invisibile in Visibile, punto culminante della Visione che avviene quando la più completa Esperienza di Potenza è ormai entrata a far parte integrante del proprio essere.
Chi vuole afferrare l'invisibile deve penetrare fin nelle viscere del visibile
Max Beckmann, artista tedesco

http://www.gruppoitalianocivette.it/nuovo/images/Athena%2520Noctua%2520Warrior.jpg
http://triangulations.files.wordpress.com/2010/01/shiva-third-eye.jpg
http://www.houstonsymphony.org/images/cms/Ring%20Page/wotan-odin1.gif
http://thumbs.dreamstime.com/thumblarge_290/1216298361ZL8H84.jpg http://theunexplainedmysteries.com/images/eye-of-horus-backdrop.jpg